E' in Italia che è stato ucciso Gabriele Sandri. Un poliziotto gli ha sparato mentre lui era seduto in macchina con i suoi amici. Gabriele, in quel momento, aveva al collo la sciarpa della Lazio per pura casualità, perchè si stava recando per andare a vedere la partita.
Il calcio è entrato in questa vicenda per un triste scherzo del destino,ma in realtà, quello che un tempo era un gioco, non c'entrava proprio nulla nell'uccisione di questo ragazzo di 28 anni. E' morto un uomo, un deejay pieno di speranze e di sogni , tra questi, anche la sua passione per la Lazio.
Pensiamo che in quel momento, nella due carreggiate, poteva passare chiunque, un pensionato, una ragazza, un bambino, una famiglia, io, tu che stai leggendo.. potevamo essere trafitti dal proiettile di un uomo pazzo che come mestiere faceva il poliziotto. E, allora, non generalizziamo, per favore. Perchè anche in questo caso si parla di un uomo che lavorava in polizia.
Gli incidenti che ci sono stati a Bergamo e Roma sono il pretesto per creare disordine pubblico, per non far giocare una partita di calcio e sentirsi in potere di aver deciso loro per gli altri.
A questa gente cosiddetta "ultras" non gliene frega niente che sia morto un uomo. L'importante è picchiarsi. A questi "ragazzotti" non importa andare allo stadio per tifare la propria squadra o per "sfottere" gli avversari.
Non mi piace più questa Italia senza Governo, senza una guida logica al potere. Destra o sinistra non fa distinzione, ormai. Vorrei una politica che avesse dei modi drastici e fermi per bloccare le rivolte che nascono per motivi "calcistici". Ormai, noi italiani pensiamo solo al calcio, alla partita, ai diritti tv, alla play, ai pc e ai telefonini. Fermiamoci un attimo. Una rivolta del genere per un omicidio, uno stupro, o per la precarietà quotidiana del lavoro giovanile, in Italia, non accadrà mai.
Sia chiaro, con questo non voglio dire che sia giusta la violenza, ANZI:LA VIOLENZA DEVE ESSERE COMBATTUTA CON LA PACE!!!E' solo un modo per far capire quanto sia più grande la rabbia per una partita di calcio, rispetto alla rabbia per una precarietà lavorativa, uno stupro, un omocidio, un furto di importanza nazionale. Siamo piccoli,siamo italiani.
Ero fiera del mio Paese per tutti i suoi aspetti, adesso non più.
Viviamo di bugie e di parole, i nostri fatti recano solo danni e violenza.
Mi sento meno italiana dopo ieri, forse si sente come me anche Gabriele Sandri. Un ragazzo come me, con i miei stessi sogni, morto su un'autostrada in cui potevo passare di lì per caso... Genoa,Lazio,Milan,Pizzighettone,Castel di Sangro.. non ha importanza. E' morto un uomo, prima di tutto, non un tifoso della Lazio.
Ciao Gabriele.
martedì 13 novembre 2007
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